Alla scoperta di antichi borghi

14/07/2020

Nel territorio del fondovalle, oltre alle cooperative vitivinicole, si possono visitare alcuni piccoli e suggestivi paesi.

Tra questi, Donnas fu centro di grande importanza all’epoca romana, punto di transito e sosta obbligata sulla strada delle Gallie. Di quell’epoca sono ancora visibili un tratto di strada lastricata lungo 221 metri e un caratteristico arco romano, costruito nel I secolo a.C. intagliato nella roccia, divenuto simbolo della cittadina. Il vecchio borgo, con le sue finestre del ‘500, gli affreschi, i portali in noce e il Palazzo Enrielli (XVII sec.) conserva un’atmosfera ricca di fascino. Alla via centrale del paese si accede tutt’oggi attraverso un’antica porta medioevale.

Intorno al paese, è notevole il terrazzamento della collina fittamente coltivata a vigneti dai quali si produce il rinomato vino rosso “Donnas”, primo vino D.O.C. della Valle d’Aosta, prodotto dalle Caves Coopératives de Donnas. In estate si può passeggiare lungo il torrente Fer oppure inoltrare nel bosco di Cignas, meta prediletta del Conte di Cavour nel periodo trascorso a Bard durante la costruzione del Forte.

Verrès, fondata dai Salassi, deve il suo nome dal latino “Vitricium”, probabilmente derivato dal fatto che esisteva un’antica vetreria. Il paese è dominato dall’imponente maniero, posto sulla rocca che chiude l’accesso alla Val d’Ayas. Fatto costruire da Ibleto di Challant intorno al 1390, il castello è un bell’esempio di fortezza feudale. La poderosa struttura di questo enorme cubo di pietra (30 metri di lato) è ingentilita da bifore e finestre crociate, porte ad arco, dal monumentale scalone e dai colossali camini.

Il nucleo architettonico della Collegiata di Saint-Gilles, al centro del paese, è in quasi perfetta simmetria col castello e risale approssimativamente all’anno 1000. Particolare interesse desta la trifora dell’antica cappella di Ibleto nella parete di fondo: si tratta della più bella finestra in pietra di tutta l’architettura gotica in Valle d’Aosta.

Bard è il più piccolo comune italiano e conta poco più di cento abitanti, ma la sua posizione strategica lo ha da sempre reso il fulcro di attività commerciali e militari. Si estende infatti a ridosso di un imponente promontorio roccioso, che invade il fondovalle fino a quasi ostruirlo, ed è dominato dall’omonimo forte, diventato un importante polo culturale con un percorso permanente e sede di mostre di livello internazionale.

Oltre il borgo si trova l’interessante geosito archeologico, caratterizzato dalle “marmitte dei giganti”, cavità formate dalla forza erosiva delle acque subglaciali, da incisioni rupestri e dallo “scivolo delle donne”, che si credeva favorisse la fertilità.

Gli amanti della natura possono concedersi un itinerario nel Parco naturale Mont Avic. Istituito nel 1989, è il primo parco naturale regionale della Valle d'Aosta (confinante con il Parco nazionale Gran Paradiso) e racchiude paesaggi molto suggestivi, modificati solo marginalmente dall’uomo.

Più di un terzo dell'area protetta è coperto da estese foreste di pino uncinato, pino silvestre, larice e faggio. Il Parco ha decine di specchi d'acqua, acquitrini e torbiere, senza eguali per numero ed estensione in Valle d'Aosta, nonchè una fauna con tutti i più noti animali alpini presenti nella regione.

I villaggi di Chemp e Varfey possono essere raggiunti a piedi a partire da Crétaz di Miochaz.

A un livello inferiore, Chemp è posizionato su un’altura di rocce smussate dai ghiacciai al limitare dei frutteti di castagni. Le sagome di grandi abitazioni in pietra della fine del XIX secolo si stagliano sul paesaggio, al fianco di una minuscola cappella immacolata e di costruzioni rurali più semplici o più antiche. Tra le case del villaggio si può visitare un museo a cielo aperto con opere di oltre 30 artisti scultori.

In primavera cresce un fiore straordinario al Col Fenêtre di Perloz (1670 m): la peonia. La zona fa parte della rete ecologica “Natura 2000”. Sul tratto a monte di Crétaz, sopra una vasta terrazza che domina la valle centrale e la piana del Canavese si trova Varfey. Nel borgo alcuni granai richiamano la funzione cerealicola delle terrazze abbandonate, mentre a Chemp un bel granaio del XVII secolo fiancheggia una dimora abbellita, nella facciata, da una loggia ad arcate.

Per le famiglie è in programma, fino al 26 agosto, Fiabe nel bosco: una rassegna di spettacoli teatrali per bambini (fino ai 12 anni) che prende spunto da sei fiabe classiche, riscritte per essere ambientate in Valle d’Aosta. Gli spettacoli vanno in scena in vari villaggi e paesi incantati al limitare del bosco: Cappuccetto Rosso e il Pan Ner, La Sirenetta con i piedi di capra, Ravanin prigioniera della Torre, Biancaneve e la mela renetta, Aladino e il genio della Grolla e Jacques e il fagiolo magico.

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